A Montreux, 80 settembre all’insegna della musica

È uno dei festival di musica classica più antichi della Svizzera. Il «Septembre Musical» festeggia a Montreux il suo 80° anniversario, tra nuove scoperte e valori consolidati, sotto la guida ispirata di Mischa Damev.

Ara Malikian sta preparando un concerto dedicato a Montreux, tra Stravinskij e Quincy Jones. Foto: Charlotte Addas-Graziani

Alla guida del Settembre musicale Dal 2019, il pianista e direttore d’orchestra Mischa Damev ha profondamente rinnovato questo appuntamento imperdibile del mondo della musica. «Per questa 80ªe »Per questa edizione, abbiamo voluto un programma fedele al DNA del festival: eccellenza artistica, forte impegno a favore dei giovani, vero spirito di innovazione».

Prodotto a Montreux

Parte integrante del patrimonio culturale e uno dei più antichi festival di musica classica della Svizzera, il Septembre Musical è nato nel 1946 dalla volontà di creare un festival nel dopoguerra. La scelta di Montreux sembrava ovvia: «È una delle città svizzere più importanti in termini di tradizione musicale. Diversi compositori di rilievo vi hanno scritto alcune delle loro opere più grandi, numerosi artisti vi hanno trovato rifugio. È un luogo davvero mitico che, dal 19e secolo, ha attirato i più grandi artisti a soggiornarvi e a esibirsi», afferma Mischa Damev. La ricchezza musicale, insieme ai festival di fama mondiale della regione, ha naturalmente permesso a Montreux di entrare a far parte, nel novembre 2023, della rete delle circa quattrocento «Città creative dell’UNESCO», nella categoria «musica».

 Il momento culminante della celebrazione di questa storia avrà luogo, tra l’altro, il 15 settembre all’Auditorium Stravinski, in una serata che riunirà tre opere composte a Montreux e sulle rive del Lago Lemano: il Concerto per violino di Čajkovskij (1878), il La Sagra della Primavera di Stravinskij (1911-1913), e Smoke on the Water (1972) dei Deep Purple, in un’orchestrazione inedita. Sarà l’orchestra Les Siècles, diretta da Susanna Mälkki, ad accompagnare il virtuosismo della violinista moldava Alexandra Conunova. E non è un caso. «Il La Sagra della Primavera è stato fondato al Théâtre des Champs-Élysées nel 1913, e Les Siècles vi risiede dal 2022. In questo concerto, l’orchestra eseguirà la versione originale del Incoronazione, »così come si poteva ascoltare nel 1913», racconta Mischa Damev.

Questo programma si integrerà perfettamente con l’attesissimo Montreux Show di Ara Malikian, dedicato alla città. Accompagnato dai suoi musicisti cubani, il violinista e compositore libanese interpreterà brani elaborati in omaggio alla musica di Quincy Jones, ma anche brani di Stravinskij, Čajkovskij e persino… di Freddie Mercury. 

Classic & Lab

Come ricorda Mischa Damev: «Al di là della qualità scenica, ciò che conta è l’innovazione». La chiusura del prestigioso Auditorium Stravinski nel 2024-2025 ha inevitabilmente stimolato questo spirito creativo e il desiderio di realizzare collaborazioni originali. Ha permesso al team di sperimentare e proporre concerti immersivi, formati più ambiziosi, che uniscono il grande repertorio classico, le creazioni contemporanee e i progetti ibridi – musica classica, opera, jazz, rock, metal e altri generi. Nel corso delle ultime due edizioni, la manifestazione ha saputo così coinvolgere altri luoghi della regione e coltivare la propria unicità attraverso queste proposte fuori sede.

È stata una scommessa rischiosa, ma la qualità e l’originalità della formula Classic & Lab sono state «acclamate all’unanimità da un pubblico in forte crescita, soprattutto tra i giovani». Abbiamo constatato che il 30% del pubblico aveva un’età compresa tra i 18 e i 30 anni«, precisa Mischa Damev. »Molti condividono questo bisogno di innovazione, c’è un forte desiderio di scoprire e di lasciarsi sorprendere. Non bisogna quindi mai sottovalutare la ricettività del pubblico, che è più aperto all’originalità di quanto si pensi».

Il mantenimento di questa formula e il ritorno sul palcoscenico dell’Auditorium Stravinski aprono oggi una nuova pagina nella storia del festival. La musica tornerà a scorrere a pieno ritmo con una diffusione più ampia, in cinque luoghi emblematici della Riviera, di cui l’Auditorium costituirà il cuore pulsante. Il direttore ne è lieto. «Abbiamo la fortuna di avere castelli e palazzi meravigliosi nella regione, oltre alla seconda sala da concerto più grande della Svizzera, dotata di una delle migliori acustiche d’Europa». Con una selezione di interpreti di altissimo livello e di diverse estetica, che sapranno mettere in luce tutte le sfumature della musica classica, Mischa Damev infonde una nuova dinamica all’evento. «Si tratta soprattutto di artisti eccezionali che hanno qualcosa da raccontare in modo molto personale. L’obiettivo è regalare al pubblico un momento indimenticabile».

Se il primo appuntamento si terrà al teatro Le Reflet di Vevey, con Gautier Capuçon e i suoi Capucelli – un gruppo di sei giovani violoncellisti vincitori del suo corso di eccellenza –, sono attesi anche altri musicisti di spicco. La voce di Marina Viotti, un punto di riferimento nell’opera lirica ma anche nel metal, porta il suo gusto per la sperimentazione con il progetto Melankhôlia, un mix tra John Dowland e i Metallica, presentato per la prima volta al Caux Palace. L’insolito duo formato da Avi Avital al mandolino e dalla fisarmonicista lettone Ksenija Sidorova si esibirà al Castello di Chillon a Veytaux. Altre figure imperdibili di questa edizione: i pianisti Kirill Gerstein e Brad Mehldau, al Montreux Palace, propongono un dialogo libero e affascinante tra due virtuosismi, «una sorta di »battle« unica tra classica e jazz», afferma entusiasta il direttore. «Sarà una prima assoluta in Svizzera, perché finora l’hanno fatto solo negli Stati Uniti.» 

Immersione culturale

Il festival continua a creare un dialogo tra il qui e l’altrove, rimanendo fedele alla sua tradizione di apertura verso altre culture. Dopo la Russia nel 2019, la Francia, la Svizzera e l’Austria, ora è il turno dell’Azerbaigian. Il pubblico è invitato a immergersi in questo universo culturale millenario: danze folcloristiche, canti tradizionali (mugham), ma anche repertori sinfonici, lirici e altre sonorità uniche animeranno la serata del 14 settembre. Sarà in un certo senso «un festival nel festival» che presenterà duecento dei migliori artisti azeri in una moltitudine di discipline, comprese quelle culinarie. Infatti, oltre a rendere la musica classica accessibile a tutti, l’ambizione di Mischa Damev è anche quella di «rendere il Settembre musicale un luogo di incontro tra i popoli, un polo di scambi interculturali».

Come ogni anno, l’energia del festival deriva anche dal suo forte impegno nei confronti dei giovani. Convinto dell’importanza di «democratizzare la musica classica e sensibilizzare le giovani generazioni a questa musica», il festival adotta in particolare una politica di prezzi molto vantaggiosi per studenti e apprendisti. Amplia l’offerta gratuita e prosegue la sua intensa collaborazione con le scuole private e pubbliche del Cantone di Vaud, coinvolgendo quest’anno circa 2000 alunni di età compresa tra gli 8 e i 15 anni. Oltre ai laboratori didattici, saranno organizzati concerti che metteranno in luce giovani interpreti, dedicati in particolare alle famiglie e al pubblico scolastico.

Il “Septembre Musical” è sinonimo di concerti sorprendenti in Costa Azzurra. Anche quest’anno punta su un festival fuori dal comune, che sfida le etichette alternando artisti provenienti da mondi diversi, che raramente si incrociano. Qui ci si dimentica di ciò che si è già visto. Ci si prepara a vivere esperienze esaltanti che fondono la forza delle arti con l’universo della musica classica. E, soprattutto, a festeggiare gli 80 anni!

 

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