Aggiorna la riproduzione

In questa registrazione, «Le quattro stagioni» sono incorniciate da composizioni contemporanee. Tuttavia, Fabian Müller non cita né imita: esplora l’essenza dei movimenti di Vivaldi.

L’Ensemble Ostinato. Foto: DR

La scelta di registrare “Le quattro stagioni” come primo album di un giovane violinista dimostra una solida fiducia in se stesso; la decisione di Claves di affiancare Silvan Dezini in questo progetto è altrettanto degna di nota. La ragion d’essere più evidente di questa registrazione è la cornice che Fabian Müller ha composto per accompagnare i quattro concerti più eseguiti del repertorio: un preludio e tre interludi, ciascuno della durata approssimativamente equivalente a quella di un movimento di Vivaldi.

Non si tratta di una delle innumerevoli trascrizioni, arrangiamenti o alterazioni che Vivaldi ha già dovuto subire, ma piuttosto di una serie di frontespizi il cui intento è quello di introdurre, in un linguaggio moderno, l’atmosfera di ciascuna delle stagioni, pur mantenendo una distanza rispettosa. Non si tratta né di citazioni, che sarebbero inevitabilmente superficiali, né di riprese di motivi, ma piuttosto di un’associazione libera, talmente libera che il rapporto tra i due compositori diventa quasi enigmatico.

I quattro nuovi brani sono di grande qualità compositiva. All’inizio mettono in primo piano il violino, per poi lasciare progressivamente più spazio agli altri protagonisti. Interrompono un flusso fin troppo familiare, rinfrescano l’ascolto e risvegliano la curiosità di sentire il seguito. L’interludio che precede «L’Autunno» sembra rendere omaggio a Webern, mentre quello che precede «L’Inverno» a Šostakovič. Nel complesso, tutto è ben proporzionato e si fonde con naturalezza nell’opera. Silvan Dezini è molto convincente e presenta questi brani con grande virtuosismo.

Per quanto riguarda i concerti originali, l’interpretazione di Silvan Dezini e dell’Ensemble Ostinato non manca certo di qualità; la loro comprensibile ricerca di originalità sfocia purtroppo spesso nella tendenza, molto in voga, a esagerare i tratti e a cadere in un manierismo esasperante.

Come bis, viene eseguita la famosa sonata a trio «La Folia»; Silvan Dezini e l’Ensemble Ostinato rendono onore al titolo del brano e attingono a tutti i registri della loro creatività, il che in questo caso si adatta perfettamente a questo grazioso slancio di “follia”.

Quelle: zvg

Vivaldi & Müller. Le Quattro Stagioni op. 8 e Preludio e 3 Intermezzi sulle «Quattro Stagioni» di Vivaldi per violino e ensemble di Fabian Müller. Sonata in re minore per due violini e basso continuo «La Follia», op. 1 n. 12 di Antonio Vivaldi. Silvan Dezini, violone solista. Ostinato Ensemble. Claves Records 3132

Anche lei può essere interessato