Adolf Reichel, un epigono senza complessi

L'etichetta Schweizer Fonogramm propone registrazioni di alta qualità delle Sinfonie n. 1 e n. 2, oltre a brani per clarinetto e pianoforte di questo compositore finora poco conosciuto.

Il compositore Adolf Reichel. Foto: Schweizer Fonogramm

Mentre i geni creativi stravolgono le convenzioni, ridefiniscono l’essenza della loro arte e ne rinnovano il linguaggio, artisti più modesti fioriscono alla loro ombra, felici di seguire i sentieri tracciati dai propri modelli, di avvalersi del loro linguaggio e di muoversi – per e con il pubblico – in un terreno conosciuto. Sarebbe ingiusto disprezzarli e sottovalutare il ruolo che svolgono nella diffusione delle correnti artistiche, indispensabile prima della comparsa delle tecniche di registrazione, riproduzione e trasmissione.

Adolf Reichel (1816-1896), direttore titolare dell’Orchestra Sinfonica di Berna e del Conservatorio di Berna per oltre vent’anni, fu uno di quegli artisti che seppe utilizzare con talento e disinvoltura il linguaggio della fine dell’epoca classica e del primo romanticismo. Dopo aver studiato a Berlino e a Dresda, dove si ispirò a Mendelssohn e a Carl Maria von Weber, visse a Parigi, dove si immerse nell’opera di Chopin e Rossini.

Ogni movimento, ogni tema, ogni transizione dimostrano quanto Reichel amasse e ammirasse questi compositori, oltre agli imprescindibili Mozart e Beethoven, e quanto utilizzasse con convinzione i loro schemi e i loro strumenti. Le sue idee non sono certo nuove, ma sono formulate con chiarezza e combinate abilmente, e così tutto suona bene, tutto è giusto e «al posto giusto»; le sue opere sono convenzionali nel senso migliore del termine, evidentemente per scelta e non per mancanza di alternative.

Questo conservatorismo disinvolto è del resto tanto più degno di nota in quanto Reichel era politicamente progressista e fu, per tutta la vita, legato da un’amicizia con Bakunin.

Uno stile a metà strada tra il giovane Beethoven e Weber

I manoscritti di Reichel, scomparsi da oltre cento anni, sono stati recentemente riscoperti e ne è iniziata la pubblicazione:

Benjamin Engeli (pianoforte) e Bernhard Röthlisberger (clarinetto) presentano due sonate per clarinetto e pianoforte, in uno stile a metà strada tra il giovane Beethoven e Carl Maria von Weber, al limite stesso del pastiche, oltre a una Mazurka e un Preludio e fuga per pianoforte, incantevoli omaggi a Chopin e Bach, in un CD di elevata qualità musicale e tecnica.

L’Orchestra Sinfonica di Berna, diretta da Christoph-Mathias Mueller, ha registrato le due sinfonie che Reichel ha portato a termine, con brio e grande attenzione ai dettagli. La registrazione è musicalmente raffinata e tecnicamente perfetta, a volte quasi fin troppo levigata, il che, in definitiva, si adatta bene al carattere del compositore.

I due CD sono ben documentati e offrono – anche in francese – una buona base informativa sulla vita e l’opera di Adolf Reichel.

Adolf Reichel: Sonate e miniature. Bernhard Röthlisberger, clarinetto; Benjamin Engeli, pianoforte. Schweizer Fonogramm SF0021

Adolf Reichel: Sinfonie n. 1 e 2. Orchestra Sinfonica di Berna; Christoph-Mathias Mueller, direzione. Schweizer Fonogramm SF0023

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